La segnaletica orizzontale comprende le linee, le frecce, i simboli, le scritte e le zone colorate tracciate sulla pavimentazione. Le linee possono separare i due sensi di marcia o corsie dello stesso senso; frecce e scritte anticipano direzioni e usi; colori e zebrature indicano spazi riservati o da lasciare liberi. Per interpretare ogni elemento bisogna quindi osservare dove si trova e quale parte della strada riguarda.
Le strisce lavorano insieme a segnali verticali, semafori e indicazioni degli agenti. Una linea continua non comunica la stessa regola di una discontinua e anche colore e posizione ne cambiano il significato. Usura, pioggia o lavori possono renderla meno visibile senza eliminare il dovere di prudenza. Prima di una svolta o di un incrocio, conviene osservare la segnaletica per tempo e scegliere la corsia finché il cambio è ancora consentito.
Come si combina con segnali, semafori e agenti
La segnaletica sulla pavimentazione può avere valore autonomo oppure completare un messaggio verticale. Una linea di corsia organizza da sola la carreggiata; la scritta STOP e la linea di arresto, invece, rendono immediatamente visibile il punto collegato al segnale o alla luce che impone di fermarsi. Il significato nasce quindi dall'insieme, non dalla vernice considerata fuori contesto.
Se due indicazioni contrastano, l'ordine è: agenti, semafori e altri segnali luminosi, segnali verticali, infine linee e simboli. La segnaletica temporanea prevale su quella permanente incompatibile finché resta attiva. Se le linee sono scolorite o coperte, rallenta e cerca gli altri segnali.
Nei cantieri e lungo le deviazioni, la segnaletica orizzontale temporanea è gialla e può comprendere linee continue o discontinue, linee di arresto, frecce e scritte. Indica un percorso provvisorio: se contrasta con le linee bianche, si segue il tracciato giallo finché l'organizzazione temporanea resta attiva.
Linee centrali, di corsia e di margine
Le strisce longitudinali seguono il senso della strada. Possono separare i due sensi di marcia, dividere corsie nello stesso senso, segnare il margine della carreggiata oppure raccordare spazi con larghezze diverse. La loro posizione è decisiva: una linea centrale su una strada a doppio senso non svolge la stessa funzione della linea che divide due corsie parallele.
La striscia di margine distingue la parte normalmente destinata alla circolazione da banchine, corsie di emergenza o altri spazi laterali. Non è una seconda mezzeria e non trasforma lo spazio esterno in una corsia ordinaria. Una strada può inoltre essere a doppio senso anche senza linea centrale: l'assenza della striscia non la rende a senso unico e non modifica, da sola, le direzioni consentite.
Linee continue, discontinue e affiancate
Una linea discontinua può essere oltrepassata quando la manovra è consentita, visibile e sicura; non autorizza a procedere a cavallo della striscia o a usare stabilmente la corsia opposta. Una linea continua non deve essere superata. Ciò non equivale sempre a un divieto assoluto di sorpasso: un veicolo può essere superato senza invadere la linea, se spazio e altre regole lo permettono.
Due linee continue rafforzano la separazione ma restano invalicabili come una singola continua. Quando una continua è affiancata da una discontinua, ciascun conducente guarda la linea più vicina al proprio lato: chi ha la discontinua può attraversare l'insieme, nei casi consentiti, mentre chi ha la continua non può farlo. Questa coppia compare spesso all'inizio o alla fine di un tratto in cui il passaggio oltre le linee è permesso soltanto da un lato.
Frecce e scelta della corsia all'intersezione
Le frecce direzionali assegnano a una corsia le direzioni possibili: diritto, svolta oppure una combinazione. Finché le linee divisorie sono discontinue si può raggiungere la corsia corretta, dopo i necessari controlli e la segnalazione della manovra. Quando diventano continue, la scelta è ormai conclusa e si deve seguire una delle direzioni indicate nella corsia occupata.
Negli incroci complessi, linee discontinue curve mostrano il percorso da seguire senza diventare barriere invalicabili. Le isole a raso e le zebrature oblique indicano invece superfici sulle quali non si deve circolare né sostare e fanno passare i veicoli ai loro lati. Scritte e simboli come STOP, BUS o TAXI completano una destinazione già indicata dagli altri segnali e vanno letti insieme a essi.
Arresto, precedenza e attraversamenti
La linea trasversale continua indica dove arrestare l'intero veicolo quando lo impongono STOP, luce rossa, passaggio a livello o agente. Allo STOP ci si ferma prima della linea anche se la visuale è scarsa; solo dopo si avanza con cautela quanto basta per vedere, senza invadere la traiettoria di chi ha precedenza. La linea trasversale discontinua, spesso formata da triangoli, indica dove dare precedenza e fermarsi se necessario.
Le bande bianche parallele indicano l'attraversamento pedonale; le file di quadrati, quello ciclabile. Si dà precedenza rispettivamente a pedoni e ciclisti che attraversano o stanno per farlo. Arriva a una velocità che permetta di fermarti, controlla entrambi i lati e non sostare sulle strisce: un veicolo vicino può nascondere un utente vulnerabile.
Margini attraversabili e corsie speciali
La linea laterale è normalmente continua lungo banchine e corsie di emergenza, ma diventa discontinua dove il margine deve essere attraversato: accessi, diramazioni, passi carrabili, piazzole e corsie di accelerazione o decelerazione. La discontinuità segnala la possibilità fisica di passare; non elimina l'obbligo di dare precedenza né attribuisce allo spazio laterale una funzione diversa dalla propria.
Una corsia di emergenza non è una corsia per sorpassare, saltare una coda o preparare un'uscita. Una corsia di accelerazione serve a raggiungere gradualmente una velocità compatibile e a immettersi quando c'è spazio; quella di decelerazione separa il rallentamento dal flusso principale. Linee e andamento della strada aiutano a distinguerle prima ancora dei cartelli.
Stalli, colori e trasporto pubblico
Il colore precisa la destinazione di alcuni spazi. In linea generale, stalli bianchi individuano sosta non a pagamento, quelli azzurri sosta soggetta a tariffa e quelli gialli spazi riservati, ma cartelli e regolazione locale definiscono condizioni, orari e aventi diritto. Le linee di uno stallo non cancellano divieti generali né autorizzano a sporgere sulla carreggiata o sul marciapiede.
Gli stalli riservati ai veicoli al servizio di persone con disabilità comprendono spesso una zona laterale zebrata necessaria per portiere, rampe e ausili: anche quella superficie deve restare libera. Le fermate del trasporto pubblico sono delimitate in giallo e possono includere una linea a zig zag e la scritta BUS. Non sono parcheggi brevi: devono consentire al mezzo di accostarsi e ai passeggeri di salire in sicurezza.
Isole, ostacoli e rallentamenti
Un ostacolo sulla carreggiata deve essere ben visibile e deve lasciare ai veicoli un percorso chiaro per aggirarlo. Zebrature e linee oblique guidano lontano dall'area sulla quale non si può transitare; dispositivi retroriflettenti rendono il tracciato più riconoscibile di notte, ma non sostituiscono le linee. I segni gialli e neri sul bordo verticale del marciapiede indicano il divieto di sosta lungo quel tratto.
Serie di strisce trasversali possono richiamare l'attenzione e invitare a rallentare prima di un punto delicato. Un dosso artificiale è invece un elemento fisico rialzato: va affrontato a velocità già ridotta, con il veicolo stabile, non frenando bruscamente sopra di esso. Disegni pubblicitari o scritte estranee non diventano segnali regolamentari soltanto perché compaiono sulla pavimentazione.
Fonti e riferimenti normativi
Le fonti elencate documentano le norme e i principi illustrati nel capitolo.
- Codice della strada, articolo 38: segnaletica stradale · Normattiva Consultato
- Codice della strada, articolo 40: segnali orizzontali · Normattiva Consultato
- Regolamento di esecuzione del Codice della strada, articolo 35: segnaletica orizzontale temporanea · Normattiva Consultato
- Decreto del Presidente della Repubblica numero 495 del 16 dicembre 1992 · Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Consultato