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Segnali di divieto: leggere limiti, destinatari e validità

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I segnali di divieto indicano con precisione che cosa non è consentito: possono vietare l'accesso, una manovra, il superamento di un valore oppure la sosta. Il bordo rosso aiuta a riconoscere questa famiglia, ma per capire la regola bisogna leggere anche il simbolo, l'eventuale numero, la posizione e i pannelli integrativi.

Una lettura corretta risponde in ordine a quattro domande: che cosa è vietato, a chi, da quale punto e fino a quando. Il conducente deve poi verificare pannelli integrativi, intersezioni e segnali di fine, senza dimenticare che la cessazione di un divieto non elimina le altre regole di sicurezza presenti sulla strada.

Come riconoscere e leggere un divieto

I divieti sono normalmente circolari e vietano il transito, una direzione, una manovra o il superamento di un limite. Un campo bianco con bordo rosso esprime spesso una restrizione; il pittogramma identifica il destinatario o l'azione, mentre una cifra precisa il valore da non oltrepassare.

Il cartello principale non va mai isolato dai pannelli sottostanti. Orari, giorni, distanza prima dell'inizio, estensione, eccezioni e frecce possono restringere o delimitare la prescrizione. La parola eccetto sottrae la categoria raffigurata al divieto: non trasforma quella categoria nell'unica ammessa oltre quanto effettivamente indicato.

  • Identifica la regola del disco
  • Applica simboli, numeri e pannelli
  • Controlla il tratto di validità

Accesso vietato e senso vietato

Il divieto di transito, disco bianco bordato di rosso, chiude l'accesso ai veicoli in entrambi i sensi nel tratto segnalato. Comprende veicoli a motore e senza motore, ma non i pedoni, perché questi non sono veicoli; un eventuale divieto ai pedoni richiede il proprio simbolo.

Il senso vietato, disco rosso con barra bianca, proibisce invece di entrare dal lato in cui è collocato. È tipico dell'estremità non accessibile di una strada a senso unico: la strada può essere percorribile dall'altro ingresso. La differenza pratica è tra una strada chiusa ai veicoli e un ingresso vietato da una sola direzione.

Sorpasso, distanza, velocità e segnali acustici

Il divieto generale di sorpasso impedisce di superare i veicoli a motore diversi da ciclomotori e motocicli, anche quando la manovra potrebbe svolgersi restando nella propria metà della carreggiata. Il divieto dipende quindi dal tipo di veicolo che si vuole superare. Il segnale per i veicoli pesanti, invece, riguarda chi sorpassa: vieta di superare veicoli a motore ai veicoli non destinati al trasporto di persone la cui massa complessiva a pieno carico, indicata sulla carta di circolazione, supera il valore mostrato. Per stabilire se il divieto si applica conta il dato del documento, non il peso effettivo del momento. Il sorpasso di un veicolo non a motore resta consentito solo se può essere compiuto senza uscire dalla propria metà della carreggiata.

Il distanziamento minimo vieta di seguire a meno dei metri scritti sul segnale; il limite massimo di velocità vieta di superare il numero espresso in chilometri orari, senza garantire che quel valore sia sempre prudente. La tromba barrata vieta le segnalazioni acustiche, salvo pericolo immediato. Sono tre prescrizioni diverse, benché tutte usino un simbolo o un numero centrale.

  • Settanta metri: distanza minima
  • Ottanta chilometri orari: limite massimo
  • La fine del divieto non autorizza ogni sorpasso

Divieti rivolti a utenti e categorie di veicoli

Nei divieti specifici il simbolo delimita la categoria: pedoni, biciclette e altri velocipedi, motocicli, veicoli a braccia, veicoli a trazione animale, macchine agricole o autobus. Non si deve estendere il significato per somiglianza. Il motociclo non comprende automaticamente ogni mezzo a due ruote e la macchina agricola non coincide con ogni macchina operatrice.

Il simbolo dell'automobile può vietare i veicoli a motore con tre o più ruote, comprendendo autoveicoli, tricicli e quadricicli a motore, ma lasciando fuori i veicoli senza motore e, salvo altri segnali, i mezzi a motore a due ruote. Per decidere occorre classificare il mezzo reale, non basarsi soltanto su dimensioni o uso quotidiano.

Merci, rimorchi e carichi pericolosi

Il disco con la sagoma dell'autocarro vieta il transito ai veicoli non destinati al trasporto di persone la cui massa complessiva a pieno carico, indicata sul documento di circolazione, supera il valore scritto nel simbolo: 3,5 tonnellate nel segnale di base, oppure il diverso valore mostrato. Rientrano quindi autocarri, autotreni, autoarticolati e veicoli per uso speciale oltre la soglia; autobus e autocaravan non sono esclusi soltanto perché pesanti. Un altro disco, con un veicolo che traina, vieta invece i veicoli a motore con rimorchio, compresa una caravan; un pannello può ammettere rimorchi fino alla massa indicata.

Esistono tre segnali distinti per i carichi pericolosi: uno vieta i veicoli che trasportano merci pericolose in generale, uno quelli con esplosivi o prodotti facilmente infiammabili e uno quelli con sostanze che possono contaminare l'acqua. Conta il carico trasportato; il carburante contenuto nel normale serbatoio non è considerato un carico infiammabile. Un eventuale pannello integrativo può precisare ulteriormente il divieto e va letto insieme al simbolo.

Limiti di sagoma e di massa

Larghezza, altezza e lunghezza si riferiscono alle dimensioni effettive del veicolo o del complesso nel momento del transito, carico compreso. Le frecce del simbolo mostrano quale dimensione misurare. Un valore di 3,50 metri per l'altezza parte dal piano stradale; un limite di lunghezza considera l'intero complesso.

Il disco con una massa in tonnellate limita la massa effettiva complessiva, mentre il disegno di un asse limita il carico sull'asse più caricato. Sono controlli differenti, spesso posti prima di ponti o tratti incompatibili con certi carichi. Poiché è vietato superare il valore, un mezzo esattamente al limite può transitare, salvo altre restrizioni.

  • Verifica ingombro, carico e accessori
  • Distingui massa complessiva e per asse
  • Scegli l'alternativa prima che invertire diventi difficile

Dove un divieto inizia, continua e finisce

Il divieto opera dal punto del segnale, salvo che un preavviso o un pannello indichi diversamente. Una ripetizione dopo un'intersezione, eventualmente accompagnata dal pannello di continuazione, conferma che la prescrizione prosegue. Le frecce dei pannelli non sono direzioni di marcia: delimitano inizio, continuazione o fine del tratto regolato.

Il disco bianco attraversato da più sottili bande nere oblique indica la fine di tutte le prescrizioni locali imposte in precedenza. I segnali di fine specifici, invece, terminano soltanto il limite minimo o massimo di velocità oppure il divieto di sorpasso raffigurato. Da quel punto torna applicabile la regola generale o un'eventuale nuova prescrizione. Restano validi la linea continua, i limiti generali, le condizioni di visibilità e ogni altra regola indipendente.

Divieto di sosta, divieto di fermata e spazi riservati

Il divieto di sosta consente una fermata brevissima con conducente presente e pronto a ripartire, purché non vi sia intralcio; il divieto di fermata esclude anche quell'arresto volontario e vale in permanenza se non integrato. Sulle strade urbane il divieto di sosta semplice vale normalmente dalle 8 alle 20, su quelle extraurbane è permanente, sempre salvo indicazioni diverse.

Orari, giorni lavorativi o festivi, pulizia strade, zona rimozione, eccezioni e frecce vanno combinati con il segnale principale. Il passo carrabile vieta permanentemente la sosta davanti all'accesso se reca ente, numero e anno dell'autorizzazione. Un parcheggio riservato alle persone con disabilità richiede il contrassegno previsto; una P con freccia e 300 metri, invece, preannuncia semplicemente un parcheggio nella direzione e alla distanza indicate.

  • La doppia freccia indica l'estensione, non la permanenza
  • La zona rimozione segue l'orario del divieto
  • La dicitura eccetto autobus autorizza soltanto gli autobus
Fonti e riferimenti normativi

Le fonti elencate documentano le norme e i principi illustrati nel capitolo.

  1. Decreto del Presidente della Repubblica numero 495 del 16 dicembre 1992 · Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Consultato
  2. Regolamento di esecuzione del Codice della strada, articolo 117: divieti per categorie di veicoli e carichi · Normattiva Consultato
  3. Regolamento di esecuzione del Codice della strada, articolo 118: limitazioni alle dimensioni e alla massa · Normattiva Consultato
  4. Regolamento di esecuzione del Codice della strada, articolo 120: fermata, sosta e parcheggio · Normattiva Consultato
  5. Codice della strada, articolo 157: arresto, fermata e sosta dei veicoli · Automobile Club d'Italia Consultato

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