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Traino di rimorchi e veicoli in avaria: effetti e controlli

Trainare un rimorchio sollecita maggiormente il veicolo: in salita può aumentare la temperatura del liquido di raffreddamento, in discesa bisogna considerare la spinta del rimorchio e in frenata cresce lo spazio necessario. Il vento esercita un'azione ribaltante anche sui rimorchi leggeri. Gli oggetti pesanti vanno sistemati vicino all'asse, non concentrati sul gancio; prima della partenza si controllano aggancio omologato e lubrificato, collegamento elettrico, luci, segnalazioni e visibilità negli specchi. Nelle curve strette il complesso occupa una fascia più ampia e le ruote del rimorchio seguono una traiettoria più interna. I rimorchi hanno targa propria e, quando sono staccati, necessitano della copertura per il rischio statico; quelli per autovettura adottano in genere il freno a inerzia. Nel traino di un veicolo in avaria, il conducente che ne controlla sterzo e freni deve essere abilitato alla guida; con il motore spento il servosterzo può rendere lo sterzo molto più faticoso, ma non necessariamente bloccato. Non esiste una regola generale che imponga tre metri di distanza, l'inserimento della quarta marcia o la patente E per la sola circostanza del traino di emergenza.

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